Grazia

Grazia Di Michele inizia la sua carriera sul finire degli anni 70 al Folkstudio di Roma e incide il primo album Clichè definito coraggioso e insolito dagli appassionati della giovane canzone d’autore.
Ci vorranno cinque anni perché quel disco d’esordio abbia un seguito: nel 1984 incide Ragiona col cuore tornando sulle tracce della musica e dei temi preferiti raccontando storie di ricerca femminile. In queste prove è aiutata da sua sorella Joanna che collabora alla stesura dei testi. In quegli stessi anni Grazia realizza programmi musicali per la RAI e gestisce un locale a Roma, il “Johann Sebastian Bar”, che diventa un punto d’incontro per i musicisti italiani.
Nel 1986 Grazia entra alla WEA e ha modo di dimostrare la raggiunta maturità artistica incidendo Le ragazze di Gauguin, album con il quale vince la “Vela d’argento” e che prosegue quel discorso di canzone d’autore al femminile che caratterizza tuttora la sua produzione. Segue nel 1988 l’album L’amore è un pericolo.
Nel 1990 con Io e mio padre partecipa al Festival di Sanremo insieme a Nicolette Larson che propone il brano in inglese – Me and my father – e parallelamente prepara un nuovo album che viene pubblicato subito dopo; è una Raccolta che contiene due brani nuovi e fa il punto della sua produzione, presentata in versione completamente rinnovata.
Nel 1991 si presenta nuovamente al Festival di Sanremo con un brano intitolato Se io fossi un uomo, portato in classifica in tutto il mondo da Randy Crawford con il titolo If I were in your shoes, brano che è stato anche registrato in duetto.
L’album in cui è presente il brano è Grazia Di Michele che esce nello stesso anno.
Ancora una partecipazione al Festival di Sanremo nel 1993, questa volta in coppia con Rossana Casale, con la canzone Gli amori diversi. Dalla collaborazione con Rossana Casale, che frutta loro il terzo posto al Festival, nasce anche l’album di Rossana Casale Alba argentina, nel quale Grazia partecipa con la scrittura di diversi brani.
Confini viene pubblicato subito dopo, contestualmente a un home-video contenente tutti i video realizzati fino ad allora, alcuni dei quali firmati dal regista Gabriele Salvatores.
Nel 1995 un nuovo contratto con la SONY porta alla realizzazione di Rudji, album con il quale Grazia ritorna in sala dopo due anni di assenza durante i quali si è dedicata al mestiere di mamma, non tralasciando comunque la consueta attività concertistica. Anche questo album, come i precedenti, è prodotto da Lucio Fabbri e si caratterizza per una forte impronta etnica.

Naturale, un cd prodotto da Filippo De Laura che vede la luce subito dopo il diploma ottenuto in Musicoterapia, segna il passaggio di Grazia alla produzione indipendente.
Durante questi anni si dedica ad attività di impegno sociale rivolte specialmente ai bambini e ai disabili, realizza delle sonorizzazioni per ambienti pubblici e privati e si applica alla creazione di una incubatrice sonora per bambini nati prematuri, attualmente in fase di sperimentazione.

Nel 2003 realizza un fortunatissimo tour con Toquinho che la porterà in giro, lungo tutta la Penisola.
Per due anni è insegnante di canto presso L’Università della Musica di Roma e da anni insegna la stessa materia presso la popolare scuola “Amici di Maria De Filippi”, programma che va in onda con successo quotidianamente su Canale 5.
Nel 2004 porta in teatro, insieme a Maria Rosaria Omaggio, lo spettacolo Chiamala vita patrocinato dall’UNICEF a sostegno dei bambini vittime dei conflitti armati, realizzato su testi e musiche di Italo Calvino e dell’autrice. Lo spettacolo approda all’Auditorium dell’ONU di New York. Da questo evento nasce la pubblicazione di un cd, Chiamalavita distribuito dai Raitrade. Alla fine del 2005 esce il suo nuovo album Respiro, sempre prodotto da Rai Trade, incentrato ancora una volta sul mondo femminile, sui sentimenti, le emozioni e sulla particolare condizione di alcune donne nel mondo.
Nel 2008 debutta in teatro come attrice protagonista della commedia Dì a mia figlia che vado in vacanza di Denise Chalèm, ottenendo consensi da parte del pubblico e della critica specializzata.
Il disco Passaggi segreti esce a ottobre del 2009. E’ un album caratterizzato da un forte interesse per alcuni problemi sociali: la condizione dei clandestini (L’ultimo dolore), la guerra (Anja del settimo cielo), la libertà negata (Il diritto d’amare). All’interno ci sono due video realizzati per sensibilizzare maggiormente il pubblico.
Nel 2010 dirige  “ L’accademia della canzone” presso il Conservatorio dell’Aquila.
A ottobre del 2012 esce il cd Giverny prodotto e arrangiato dal pianista e compositore Paolo Di Sabatino realizzato con il suo trio e la partecipazione dell’Orchestra Sinfonica Abruzzese. Una virata nel jazz caratterizza questo nuovo lavoro dove si respira una nuova aria sonora e compositiva.

Nel 2015 partecipa per la quarta volta al Festival di Sanremo, questa volta in duetto con Mauro Coruzzi. Il brano è “Io sono una finestra“, una ballata jazz poetica e commovente, contenuta nell’ album “Il mio blu” (Nar international), coprodotto sempre da Paolo Di Sabatino. Grazia vince il premio Lunezia per il miglior testo e la coppia si aggiudica il premio Cento Radio per la migliore interpretazione. Nella classifica della stampa, che assegna il premio Mia Martini, inoltre, il brano conquista il secondo posto.

Grazia ha collaborato con numerosi artisti italiani e stranieri, cantando o scrivendo brani con e per loro. Tra questi Lucio Fabbri, Nicolette Larson, Randy Crawford, Eugenio Finardi, Cristiano De Andrè, Pierangelo Bertoli, Rossana Casale, Irene Fargo, Ornella Vanoni, Toquinho, Tosca, Jose Feliciano, Massimo Bubola, Luca Madonia, Massimo Ranieri, Terje Nordgarden, Paolo Di Sabatino, Mario Venuti.

Nel corso della sua lunga carriera ha ricevuto molti riconoscimenti, tra cui – solo per ricordare gli ultimi anni – il premio letterario LuccAutori, il premio Lunezia (per il valore musical letterario dell’album “Respiro” nel 2006 e migliore testo Sanremo 2015 per “Io sono una finestra”), il premio culturale Mumi, il premio Cantagiro (per il contributo dato negli anni alla Musica Italiana di qualita’ e alla scoperta di nuovi talenti), il premio Città dell’Aquila (per l’impegno con cui si è dedicata alla ricostruzione morale della città colpita dal terremoto), il premio Giuni Russo (2014), il premio “Le cento radio” per l’interpretazione di “Io sono una finestra” (2015), il premio Nuovo Imaie “per la sua grande sensibilità interpretativa” (2016).

Lascia un commento