Didattica

Voce del verbo cantare

Da anni Grazia Di Michele si dedica all’attività didattica, cominciata all’Università della Musica di Roma e continuata come insegnante e direttrice di Corso presso il Conservatorio A. Casella dell’Aquila e il Conservatorio Tchaikovsky di Nocera Terinese. E’ nota, inoltre, la sua partecipazione alla scuola televisiva di Amici, in cui ha insegnato canto per 14 anni. Il suo corso, che si avvale di un metodo sviluppato attraverso la sua lunga esperienza nella musica e i suoi studi di musicoterapeuta, è intitolato “Voce del verbo cantare

La voce – afferma la cantautrice – si può definire uno ‘strumento dell’anima’, uno strumento in grado di veicolare le nostre emozioni all’esterno con un linguaggio che non si serve solo della parola. Se infatti è difficile pensare ad un linguaggio senza la voce, è invece possibile che le emozioni, anche le più intense, possano suscitare l’emissione della voce e non necessariamente del linguaggio.

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Si pensi alla comunicazione che avviene tra un bambino piccolo e la madre solo attraverso le modulazioni della voce, rendendo possibile un dialogo sonoro, quel fenomeno di ‘sintonizzazione’ fondamentale ai fini del processo comunicativo. La nostra voce, prima di articolarsi in parole e linguaggio è pura volontà di essere, di esprimere, di dire. E’ una pulsione che solo nel tempo tenderà ad articolarsi e a cercare la parola significante. E’ così che l’emissione confusa acquisterà un senso per approdare al linguaggio verbale che consente la comunicazione sociale, e lo strumento dell’anima diventerà un mezzo per entrare nel mondo che comunica attraverso la parola.

Tuttavia, la voce esprimerà, con e senza le parole, i nostri sentimenti, dal momento che i codici paralinguistici sono autonomi rispetto a quelli linguistici. Prendere coscienza della propria voce e delle sue caratteristiche ( timbro, tono, colore, registro, intensità …) è un modo di entrare in contatto con la propria intimità e di accrescere la consapevolezza di sé.

Vuol dire diventare consapevoli di come ad esempio la fonazione e l’intonazione possono mutare secondo le naturali variazioni del tono psicologico, non necessariamente cosciente. Vuol dire discernere le proprie emozioni veicolate dalla voce ascoltando la sua emissione e imparare a comunicarle consapevolmente. Imparare a cantare, è riuscire a coniugare l’abilità tecnica con la coscienza delle proprie potenzialità espressive per poter esprimere correttamente un intento.

Oltre quindi ad un indispensabile acquisizione della tecnica vocale basato su :

– lo studio della postura

– le regole dell’inspirazione e dell’ispirazione

– il controllo delle modalità di emissione vocale

– le pratiche di risonanza della voce

– lo studio basilare del funzionamento dell’apparato fonatorio

– l’attenzione alla corretta articolazione del canto

diventa importante sviluppare le doti interpretative lavorando sulle proprie emozioni.

Lo studio oltre che della tecnica vocale, sull’interpretazione, consente di sviluppare e accrescere uno stile ‘personale’. L’analisi del testo di una canzone, può diventare il pretesto per esplorare la eventuale risonanza sulle corde della nostra anima, affinchè la voce, il suo strumento, possa raccontarla”

Attualmente Grazia insegna

– a Pinerolo, Voce del verbo cantare

– all’Accademia Diadema Pescara, Accademia Diadema,

inoltre esegue Master Class in tutt’Italia, invitata da scuole di musica e associazioni culturali.

Per verificare la possibilità di realizzare una Master Class con Grazia contatta il suo staff

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